Uomo che conquista(va)
E’ stata una lenta evoluzione, ma la condizione sociale della donna nelle attuali società “civili” è cominciata più di cento milioni di anni fa quando, nello sviluppo dei rapporti animali maschio-femmina, l’evoluzione favorì quelle specie che separavano gli oneri parentali per facilitare il fondamentale processo della vita animale, cioè il successo genico.
Voglio dire che lo specializzarsi (dividere i compiti) di una parte della popolazione nella cura dei piccoli e in un’altra nel fornire loro le energie alimentari per nutrire la crescita, permette di avere maggior probabilità di diffondere i propri geni rispetto ai concorrenti della stessa specie che, nella stessa nicchia ecologica, ignorino e non abbiano premure per i propri figli.
Questo, ovviamente, non è sempre vero perché in alcuni casi è energeticamente vantaggioso investire semplicemente in un numero maggiore di figli e lasciare che se la cavino da soli (e questo accade spessissimo in ambiente acquatico), ma la tendenza generale degli animali cosiddetti “superiori” è stata quella di dividere nella coppia compiti specializzati di allevamento e nutrizione.
(N.d.A. - Apro una parentesi per dire che le strategie biologiche, l’evoluzione animale, le implicazioni dell’evoluzionistica sono argomenti così affascinanti che meritano ben altro di tre misere righe. Un buon libro di biologia è illuminante e certamente doveroso.)
La cosa strana è che questo successo riproduttivo favorito dalle cure parentali è INDIPENDENTE dal sesso, cioè non dipende dal fatto che sia la madre piuttosto che il padre a badare ai figli o alla “famiglia”. Voglio dire che è assolutamente incidentale e non aumenta il vantaggio riproduttivo, il fatto che nell’attuale società umana (e ancor prima nelle società animali antecedenti all’uomo) proprio e solo la donna sia stata relegata al compito di accudire i figli, la casa, la famiglia.
Questa mancata valutazione della casualità ha portato a qualche tragico fraintendimento: stabiliti dei ruoli iniziali (che, ripeto, sono assolutamente incidentali), non appena la società preistorica ha cominciato a strutturarsi, questi si sono evoluti (ovviamente pilotati dai maschi) in ruoli sociali, statici e rigidi.
La grande storia evolutiva delle società è stata sempre guidata da maschi, dalla Mesopotamia alla prima Guerra Mondiale, i quali hanno “stabilito” che fosse l’uomo a “conquistare” il mondo come il maschio Neanderthal conquistava il cibo, ha “stabilito” che fosse l’uomo a gestire un regno come i maschi Cro-Magnon gestivano il territorio di caccia.
Il maschio, che doveva essere forte, dominante e robusto per muoversi e conquistare è riuscito ad essere padrone del mondo anche perché aveva alle spalle la femmina immobile, sottomessa e “curativa”.
Per mantenere e soddisfare le proprietà del ruolo maschile, la femmina doveva però restare “nei ranghi” e, letteralmente, “non disturbare il manovratore” … cosa che è successa appunto fino alla fine della prima Guerra Mondiale.
Per mantenere e soddisfare le proprietà del ruolo maschile, la femmina doveva però restare “nei ranghi” e, letteralmente, “non disturbare il manovratore” … cosa che è successa appunto fino alla fine della prima Guerra Mondiale.
Da quel momento, complice lo sforzo bellico che non si poteva permettere di essere sessista, qualcosa è cambiato e sta tuttora cambiando perché, partendo da quel periodo le donne hanno cominciato a contare di più nella società, sia in campo economico che sociale e politico.
Ma, e questo è il punto focale di questo post, ancora migliore sarà sicuramente il loro futuro: ormai non c’è più “territorio” al mondo da conquistare (sia in senso letterale che figurato), né con la forza né col denaro, e questo vuol dire che il futuro senza espansione non avrà più bisogno della determinata forza e/o violenza di tipo maschile che è stata necessaria fino ad oggi per creare le attuali “società civili”.
La società del futuro (se futuro ci sarà) dovrà cambiare radicalmente la sua struttura di potere perché, appunto, ora che l’uomo ha conquistato tutto, il futuro dovrà per forza essere un tempo per riorganizzare, gestire, migliorare e conservare tutto ciò che è stato accumulato nel corso di questa irruenta conquista “maschile”.
Esattamente quello che accadeva al nostro progenitore Cro-Magnon, il quale, una volta portata la faticosa e rischiosa preda nella caverna aveva terminato il suo compito, si vedeva restituire (anche per i suoi figli, che rappresentavano il suo futuro) cibo pulito, preparato e cucinato da chi aveva il solo compito di aspettare il suo ritorno da conquistatore di prede.
Esattamente quello che accadeva al nostro progenitore Cro-Magnon, il quale, una volta portata la faticosa e rischiosa preda nella caverna aveva terminato il suo compito, si vedeva restituire (anche per i suoi figli, che rappresentavano il suo futuro) cibo pulito, preparato e cucinato da chi aveva il solo compito di aspettare il suo ritorno da conquistatore di prede.
E le donne, che hanno alle spalle secoli di attesa, lavoro e premure, sono (e saranno) più attrezzate di noi maschi nel poterci riuscire; generazioni di donne che hanno pulito il culo ai bambini e cucinato al ritorno del guerriero, hanno ormai nei loro geni la predisposizione alla cura e all’organizzazione della vita altrui, sanno come generare ed accompagnare la vita e la crescita, sanno accogliere e sostenere il dolore, sanno valutare ed intervenire in conflitti e crisi. Sanno cioè fare esattamente quello che serve ad un mondo ormai “pieno”, di cui prendersi cura come solo loro sanno fare, piuttosto che da espandere come solo noi maschi sapevamo fare.
Insomma, diciamocelo pure: le donne saranno certamente (e già cominciano ad esserlo) migliori di noi nella gestione dell’umanità.
Il problema è che questa gestione globale, per poter avere la forza di funzionare, deve essere supportata dal potere (politico, economico e sociale). Ma questo, in effetti, si sta già spostando in questa direzione proprio perché i maschi, che ora non hanno più la possibilità di “conquistare” qualcosa, non sanno "riconvertirsi" in un'altra e più adatta forma di potere e se lo stanno facendo rosicchiare pian piano.
A dimostrazione di questa lenta deriva “rosa”, in questi anni nel mondo cominciano ad esserci esempi di comando che stanno lentamente passando in mani femminili: ce ne accorgiamo, almeno nella società occidentale, dal crescente numero di donne che sono in posti decisionali, prima riservati esclusivamente agli uomini.
A dimostrazione di questa lenta deriva “rosa”, in questi anni nel mondo cominciano ad esserci esempi di comando che stanno lentamente passando in mani femminili: ce ne accorgiamo, almeno nella società occidentale, dal crescente numero di donne che sono in posti decisionali, prima riservati esclusivamente agli uomini.
Certo, non potrà essere un passaggio improvviso ed indolore (dopotutto noi maschi siamo i più abituati alla lotta) ma in un conflitto “psicologico” in cui non c’è fisicamente da menar le mani o invadere un territorio, le donne sono più attrezzate e determinate, loro conoscono meandri mentali più sottili e pervasivi, che noi uomini abbiamo utilizzato molto poco e che, alla distanza, hanno maggiori risultati.
Esse hanno maggior comprensione di "umanità" e, forse per la loro fisiologia del parto, della loro empatia del lutto, per le sofferenze ed i rischi della della nascita, sanno sopportare molto meglio di noi uomini il dolore e le sconfitte.
Il loro sarà un percorso duro e difficile, talvolta intermittente, ma sicuramente inarrestabile.
Esse hanno maggior comprensione di "umanità" e, forse per la loro fisiologia del parto, della loro empatia del lutto, per le sofferenze ed i rischi della della nascita, sanno sopportare molto meglio di noi uomini il dolore e le sconfitte.
Il loro sarà un percorso duro e difficile, talvolta intermittente, ma sicuramente inarrestabile.
La conclusione, per me, è una sola: il futuro sarà delle donne.
Io mi sono arreso a loro da tempo!
Co-blogger 1.
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