Privati della privacy
Ogni luogo (e modo) in cui si vive ha sempre qualcosa che non ci piace e che ci fa illudere dell’esistenza di posto (e modo) migliore e perfetto. Chi vive in città si lamenta del traffico, del caos, della sporcizia, dei lavavetri al semaforo e delle code agli uffici, dello smog e della promiscuità; il cittadino dice sempre, sospirando, “Beato te…” quando discute con chi vive in provincia, invidiandone l’aria pulita, il silenzio, la solidarietà, l’ambiente “naturale” e tutte le altre cose a misura d’uomo. Chi vive in provincia invece, sempre si lamenta dei pettegolezzi, della noia, delle distanze, degli insetti, del troppo meteorico (troppa pioggia, troppo sole, troppa nebbia ecc. ecc.) invidiando con un sospiro il cittadino per gli stimoli, per le luci, per l’allegria, per le comodità. Questo è un normale aspetto della naturale insoddisfazione umana, forte elemento motore sia della civiltà che dell’inciviltà, del progresso e dell’ignoranza. Argomento costante in queste lamentele abit...