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Visualizzazione dei post da marzo, 2011

(Al)lunga vita, nipoti!

C’è sempre un dibattito in corso (e a volte anche con se stessi) il cui argomento è il modo di vivere: è meglio avere una vita molto lunga e condizionata dai pesanti acciacchi della vecchiaia oppure vivere una vita lunga il giusto ed abbandonarla quando la situazione psico-fisica si fa insostenibile? L’ideale sarebbe poter avere una vita molto più lunga del normale senza le limitazioni dei problemi della vecchiaia; ma l’elisir di lunga (e sana) vita ancora non esiste. O forse sì, ma è fatto di tanti piccoli e comuni ingredienti che solo la loro somma produce qualche risultato apprezzabile: movimento, alimentazione controllata, pochissimi vizi e stravizi, serenità e ottimismo ecc. ecc. Ma anche la moderna medicina ci dà una mano, con prodotti chimici o naturali che aiutano l’organismo ad espellere le scorie, a rallentare l’ossidazione cellulare, ad integrare tessuti in degradazione ecc. ecc. Insomma, oggi come oggi la possibilità (o più esattamente la probabilità) di allungare la propri...

Vinti di guerra

E così siamo in guerra, di nuovo. E contro l’Art. 11 della Costituzione (che ha una sola eccezione, in cui si parla di “ordinamento” e non certo di questo caos), contro la crisi economica, contro la logica, contro la pace, contro la diplomazia e soprattutto contro l’umanità. Ma forse dovevamo cancellare o esorcizzare l’oscuro dramma di Ustica o vendicarci per i sempre più numerosi barconi di profughi o forse perfino vendicare, come interposta persona conto terzi, la strage di Lockerbie, forse dovevamo assicurarci un rubinetto di gas ed una condotta di petrolio; forse ci ha spinto l’onore tra nazioni ad aiutare gli alleati in questa sporca operazione di pulizia, o forse uno scatto d’orgoglio di presenza e peso internazionale. Sta di fatto che i nostri quotidiani riportano simili comportamenti cooperativi e/o di “coalizione”, applicati in scala sociale molto minore (ma non per questo meno eticamente importanti), e li bollano senza perifrasi come “aggressioni del branco”. Perché, diciamoc...

Cultura incolta

Stiamo passando dei tempi strani, duri e confusi, molto simili al travaglio di un parto da cui ci aspettiamo qualcosa di diverso e, possibilmente, di migliore. La comunicazione globale e totale che ci viene addosso ci travolge, senza darci il tempo di filtrarla e criticarla, subito sostituita da altre comunicazioni, a loro volta incalzate da altre notizie che reclamano attenzione; stiamo scoprendo che il mondo si muove più in fretta del nostro sguardo e se fino a qualche decina di anni fa potevamo guardarci intorno e fissare l’attenzione su ciò che ci interessava, ora gli avvenimenti pretendono di essere TUTTI interessanti e ci assalgono come cavallette spuntando inarrestabili da tutti quegli oggetti che, connessi tra di loro, vomitano più notizie (e video e musica e curiosità e finzioni e mode e pubblicità e “social” e storie e storielle) di quanto possiamo gestire (e capire e valutare e utilizzare e scartare e condividere e ricordare). La situazione di questo mondo connesso, variopin...

Oggetti in Cammino

Molti anni fa ho percorso il Cammino di Santiago di Campostella. Per chi non lo sapesse, questo è un percorso sacro che porta fino alla tomba dell'Apostolo Giacomo, nella parte nord-occidentale della Spagna (proprio sopra il Portogallo). Le vicissitudini dell'Apostolo, della sua morte e del ritrovamento della tomba stessa sono leggendarie ed il carisma di questo luogo è tale che, fino al termine del Medioevo, la cristianità riconosceva solo tre luoghi santi: Gerusalemme per la vita di Cristo, Roma come centro della Chiesa e, appunto, Santiago di Campostella come tomba di Giacomo; e perfino il termine “pellegrino” una volta indicava esclusivamente coloro che per devozione si incamminavano per Santiago (N.d.A Chi andava in pellegrinaggio a Roma era detto “romeo”, chi andava in Terra Santa era chiamato “palmiere” ) . Ma non sono andato lì per devozione né per scontare peccati, non sono stato spinto da chiamate divine o voglia di Paradiso; parafrasando un celebre alpinista, sono a...

Uomo che conquista(va)

E’ stata una lenta evoluzione, ma la condizione sociale della donna nelle attuali società “civili” è cominciata più di cento milioni di anni fa quando, nello sviluppo dei rapporti animali maschio-femmina, l’evoluzione favorì quelle specie che separavano gli oneri parentali per facilitare il fondamentale processo della vita animale, cioè il successo genico. Voglio dire che lo specializzarsi (dividere i compiti) di una parte della popolazione nella cura dei piccoli e in un’altra nel fornire loro le energie alimentari per nutrire la crescita, permette di avere maggior probabilità di diffondere i propri geni rispetto ai concorrenti della stessa specie che, nella stessa nicchia ecologica, ignorino e non abbiano premure per i propri figli. Questo, ovviamente, non è sempre vero perché in alcuni casi è energeticamente vantaggioso investire semplicemente in un numero maggiore di figli e lasciare che se la cavino da soli (e questo accade spessissimo in ambiente acquatico), ma la tendenza gene...

Perfezione

Il termine " Perfezione ", sul vocabolario ha questa definizione : A   Stato, condizione di ciò che è condotto a termine, portato a compimento. B  Stato, qualità di ciò che è eccellente, esente da difetti, non suscettibile di miglioramenti. Quindi ragionandoci un po' su, quando diciamo che qualcosa è perfetto, è concluso, non ha più bisogno di niente, è MORTO...  Questo mi dà i brividi, noi moderni occidentali, che cerchiamo perennemente la perfezione, non ci siamo mai soffermati su questa peculiarità del termine, tralasciando irrimediabilmente la bellezza dell'errore, la perpetua ricerca del miglioramento che ci spinge sempre verso un qualcosa di maggiore,  verso un superamento personale dei nostri limiti.  La gente ha bisogno di difetti, errori e imperfezioni per sentirsi viva. Co- blogger 2

'sti figli di ...

Non sono giovanissimo. Ho avuto una vita che, pur non essendo stata mai turbolenta, è stata piena e densa (nel bene e nel male, ovviamente); mi è piaciuta, mi continua a piacere ed una parte piacevole di questo piacere, per me come per i molti che hanno intensamente vissuto, è data dai ricordi. Devo dire che contemporaneamente mi rallegra e commuove riportare alla superficie del presente volti, azioni, dolori, affetti e rimpianti che m’hanno segnato l’esistenza. Niente paura, però, non uso il mio vissuto per ammaestrare i viventi più giovani né per “spararmi le pose” e mitizzare il tempo alle mie spalle Mi metto quieto in un angolo, fisso silenziosamente il vuoto e mi immergo in questa apnea di immagini più o meno distinte, rimanendo sordo al rumore del presente. A volte questi ricordi sono la marea incontrollabile di una diga che cede, e la crepa iniziale che scatena il crollo è un profumo o una canzone. Ma se è difficile incontrare “quel” preciso profumo che illumina il passato (la m...

Porno Smilla

Qualche anno fa lessi, e mi piacque tanto, “Il senso di Smilla per la neve”. Era una strana storia e credo fosse uno dei primi romanzi noir proveniente dall’estremo nord dell’Europa; ebbe comunque una buona accoglienza di critica e di pubblico e da lì iniziò il successo del genere nordico/poliziesco. Non ricordo più i particolari della vicenda (sono passati tanti anni) ma ricordo ancora la sorpresa, condivisa da molti altri lettori, nello scoprire che in Groenlandia c’è una vera cultura della neve (e come poteva essere altrimenti!); gli abitanti delle desolate terre oltre il Circolo Polare ne distinguono non so quanti tipi, ed ognuno di essi ha un nome proprio, ben preciso ed inequivocabile e che riassume in un unico vocabolo descrizioni per noi minute e lunghissime. Ma questa strana prolissità descrittiva non sorprende un linguista: per lui è evidente che un elemento così forte su cui si basa la vita, la caccia, la morte e l’ambiente, presente nei loro sguardi undici mesi l’anno e c...

Andiamoci piano!

Riconosco di avere tre grandi fortune nel lavoro. La prima è di lavorare, la seconda di avere il posto di lavoro lontano da casa, la terza è di avere un datore di lavoro che, per questo motivo, mette a disposizione di noi dipendenti una navetta privata. Le ultime due fortune si sommano ed io ogni giorno ho un’ora e mezza di vita quotidiana che non devo condividere con nessuno, un tempo “mio”, sospeso e leggero, in cui posso isolarmi in quello che voglio, senza nessuna interferenza. Alle sette del mattino i miei colleghi si siedono e dormono, l’autista mette in sottofondo un giornale radio o una musica “soft” ed io posso tirar fuori il mio libro da leggere, oppure galleggiare nella musica delle cuffiette, oppure osservare il paesaggio e l’alba, oppure posso (ed è la cosa che preferisco) farmi ipnotizzarmi nel flusso intermittente delle macchine che sorpassano in fretta nel chiaroscuro del mattino e lasciarmi trascinare dalla corrente sotterranea dei miei pensieri, da concatenazioni ed...

Morte della musica idiota italiana

Sentite condoglianze ai papaveri e alle paperine oggi rimaste senza alcuna anima pia che le declami e le decanti. Forse anche le casette in Canadà e le colombe saranno tristi.

Poesiocca per una notte insonne

E’ questa una notte che porta consiglio? Rifiuta il sonno Rinnega il mondo Rigira la lama dov’è più profondo Ridesta il motore Ritorna al passato Riaccende un ricordo che s’era offuscato Rimesta il sostrato Rinnova il dolore Rimira alla luna il suo chiaro splendore Riflette il motivo Ricerca la luce Ricorda parole su un filo di voce Rimette il giudizio Richiama il concetto Risponde a se stessa che nulla è perfetto Rigenera il cuore Ripristina il senso Rispetta l’amore che mai fu compenso Riscopre il valore Rifonde il contesto Ringrazia la vita financo di questo Ritrova la pace Riprende il ritorno. Infine l’aurora riordina il giorno. Scritta da Claudia Ricci

Gioventù bruciante

Qualche giorno fa, in una delle mie rare apparizione alla televisione (cioè, nel senso che molto raramente la televisione di casa riesce a vedermi immobile ed attento davanti a lei) ho seguito un’intervista sulla situazione Nord-Africana fatta ad una parlamentare italiana che aveva vissuto lì alcuni anni. La considerazione che mi ha colpito (ma, pur fidandomi, ancora non ho verificato le cifre) è che la popolazione di tutte le nazioni africane che si affacciano sul Mediterraneo sono composte per circa il 50% da giovani al di sotto dei trent’anni, circa il doppio della percentuale italiana. Questa è, secondo me, una delle cause sociali che ha innescato il fuoco di rivolta, ancora non domo. Consideriamo uno di loro: trent’anni, istruzione non elevata, legami familiari, religiosi e sociali (e/o tribali) abbastanza forti, televisione come unico canale ricettivo pubblico, cellulare (ed ora internet) come canale comunicativo privato. Credo che questi ultimi due punti siano, invece, molto i...

Facciamo un brindisi ...

In occasione di pranzi da grandi occasioni, ci si alza, noi ed i bicchieri, per brindare a qualcuno e/o qualcosa; nell’ordine, sono paganamente invocati la salute, i soldi, il benessere o, nel caso di festeggiamenti dedicati ad una persona, il successo e la felicità. Fin qui niente di nuovo: a questo servono gli auguri ed i calici! Ma prima o poi, a rischio di far cadere il gelo sulla conversazione alimentare, mi alzerò io e dal profondo del cuore dedicherò un brindisi a tutte le persone con cui intrattengo cordiali e profondi rapporti di antipatia. E’ per il loro stimolo, infatti, che spesso ho scosso la mia naturale indolenza ed ho intrapreso azioni costruttive che, blandito o da solo, non avrei mai avuto la determinazione di compiere. E’ per dimostrare i loro errori che mi sono ingegnato a trovare strade e soluzioni non ovvie. E’ per dimostrare le mie ragioni che ho tirato fuori grinta e coraggio dal mio carattere quieto ed accomodante. E’ per contrastare le loro parole o i loro f...

Premettendo...

Ritengo necessaria una chiarificazione riguardante la gestione di questo blog. I vari post e/o interventi sono scritte da due persone distinte, che per aiutare nella la lettura degli sfortunati passanti di questo loco, applicheremo colori diversi per i vari post. Data la mia assoluta indecisione, in qualsiasi campo, il mio colore dello sfondo lo deciderò in futuro, per il momento questo mi sembra chiaro non essere un  post del primo scrittore. Ora che ho chiarificato questo,  voglio cimentarmi con questo nuovo "diario" se così posso definirlo. Il mio caro co-blogger ha cominciato con un'amena descrizione dei suoi difetti/ pregi, quindi per parcondicio anche io dovrei parlare di me, ma dato il mio assoluto narcisismo non farei altro che elogiarmi indi per cui finisco qui, rimanendo quasi una persona seria e apparentemente modesta! Concludo (come da passi a quanto ho capito dal blogger1) con una citazione assolutamente fuori luogo, ma a mio parere divina: Nel tumulto delle ...

Bugiardo ed incosciente

Tutti coloro che, come me, hanno commentato con spocchiosa sufficienza tutti coloro che hanno commentato un blog ... sono pregati di tacere! Ebbene sì, sono un ipocrita, un voltagabbana, un narcisista ecc. ecc. Ho anestetizzato la mia coscienza con l'etere dell'apparizione eterea su questi schermi, dopo anni di guardinga distanza da tutto ciò che sapeva di "social". Ho ceduto alle lusinghe di questa microscopica ed effimera celebrità, ma per ragioni che non sentono ragioni! Ancora non so bene se questo è l'inizio di un'avventura o la conclusione di un lungo sbadiglio. Lo scopriremo solo vivendo! ( E già cominciamo con le citazioni ... )