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Visualizzazione dei post da marzo, 2017

Orgia di dati!

Leggevo poco fa di qualcuno in America che dichiarava “oggi la privacy assoluta non è più possibile”. C’è da dire però l’umanità si è evoluta solo perché siamo animali sociali dalla privacy condivisa e che in qualche modo sono istintivamente portati alla cooperazione. Abbiamo iniziato a farlo da ominidi per procurarci il cibo, abbiamo continuato a farlo per poter sviluppare agricoltura e civiltà, lo facciamo oggi perché siamo ormai in una società dipendente dalla interconnessioni, continueremo a farlo senz’altro in futuro. La nostra forza comune, in realtà, si è ora rivelata una debolezza del privato: se fino a qualche decennio fa era possibile “sparire” semplicemente allontanandosi dalla civiltà occidentale e rifugiandosi in qualche remoto paese, oggi non è assolutamente possibile farlo: tra cellulari, GPS, telecamere, documenti e frontiere, siamo sempre rintracciabili e spiabili a nostra insaputa. Il cambio di identità (con i relativi documenti) non risolve il problema: saremo sempli...

Segnali?

Seguendo un articolo su una rivista di scienze, mi sono imbattuto su una notizia  marginale e di relativa importanza che però mi ha fatto suonare un campanellino interiore. Si tratta della scoperta che gli ultimi mammuth lanosi, che erano rimasti isolati in un’isola della Siberia qualche migliaio di anni fa, si sono estinti per una serie di concause tra cui il “tracollo genetico”. Se non ho capito male, ad un certo punto della loro evoluzione ristretta, qualcosa nel meccanismo di riparazione genetica (che permette l’eliminazione di quasi tutti gli errori nel trasferimento del DNA ereditario) ad un certo punto si è bloccato e nelle generazioni successive si sono accumulati errori nella replicazione che ha creato geni sbagliati, inefficienti o senza senso. In pratica, le “istruzioni per costruire un mammuth” erano inesatte ed i nuovi “modelli” funzionavano male. A parte il mio discorso poco tecnico, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la certezza che la Natura (o, per esse...

Finito lo iato?

Da molto tempo ripensavo a riprendere questi miei discorsi. Mi ero fermato perché mi sembrava di parlare nel vento di una landa desolata, circondato di nebbia e rumore; chissà, mi chiedevo, se è stato utile a qualcuno riflettere selle mie fantasie, se e a chi mai serviranno le mie parole.  Ci ho pensato, arrivando ad una consapevolezza: non servono a nessuno, tantomeno a me! E forse è proprio questa la loro forza Passerò un po' di tempo a rileggere questi miei vecchi appunti sparsi, farò un sospiro per come ero, cercherò di scrivere qualcosa di nuovo, sempre sospirando. Staremo a vedere F.to Co-blogger 1