Orgia di dati!

Leggevo poco fa di qualcuno in America che dichiarava “oggi la privacy assoluta non è più possibile”.
C’è da dire però l’umanità si è evoluta solo perché siamo animali sociali dalla privacy condivisa e che in qualche modo sono istintivamente portati alla cooperazione.
Abbiamo iniziato a farlo da ominidi per procurarci il cibo, abbiamo continuato a farlo per poter sviluppare agricoltura e civiltà, lo facciamo oggi perché siamo ormai in una società dipendente dalla interconnessioni, continueremo a farlo senz’altro in futuro.
La nostra forza comune, in realtà, si è ora rivelata una debolezza del privato: se fino a qualche decennio fa era possibile “sparire” semplicemente allontanandosi dalla civiltà occidentale e rifugiandosi in qualche remoto paese, oggi non è assolutamente possibile farlo: tra cellulari, GPS, telecamere, documenti e frontiere, siamo sempre rintracciabili e spiabili a nostra insaputa.
Il cambio di identità (con i relativi documenti) non risolve il problema: saremo semplicemente spiati col nuovo nome!

Insomma viviamo in un mondo che potrebbe sapere tutto di noi e siamo sempre combattuti tra il narcisismo di parlare di noi (e questo blog ne è uno squallido esempio) ed il desiderio di nascondere quasi tutto di noi.
Dai Wikileaks apprendiamo che i servizi segreti hanno un arsenale di programmi-spia che possono addirittura inserire nei sistemi operativi dei PC, al di fuori quindi dei controlli effettuati dagli anti-virus, e che sono in grado di attivare webcam, microfoni e collegamenti anche quando li disattiviamo.
Come se non bastasse, lo stesso possono fare con le smart-tv, con i giocattoli “parlanti” e con tutti gli apparecchi collegati ad internet.
Insomma, ogni volta che accediamo ad internet potremmo essere controllati; la cosa che mi deprime è che dietro tutto questo ci sia un Governo, un Ente Pubblico o un sistema militare, soggetti che dovrebbero difendere la sicurezza e la dignità dei cittadini.
Quasi quasi mi darebbe meno fastidio trovare nel mio PC un normale virus di un hacker (che tenta solo di carpire un po’ di soldi o un PIN bancario) piuttosto che sapere che ogni mia mossa è archiviata in un server dello Stato (o di uno Stato).

Ormai non credo possa esistere difesa: se vogliamo usare la tecnologia moderna ed internet non abbiamo scampo e quasi tutto di noi verrà scritto da qualche parte.

Però stavo pensando ad una semplice contromossa: se ogni PC o cellulare sulla terra nei periodi in cui non è utilizzato producesse “dati finti” (che so, pagine e pagine di testi casuali, ricerche senza senso sui maggiori motori di ricerca,  finte transazioni commerciali con tanto di finti PIN ed IBAN, numeri chiamati a caso e subito riagganciati, il tutto inviato con nome “Segreto” “Riservato”  e recapitato ad enti pubblici scelti a caso) il risultato sarebbe una vera inondazione mondiale di dati che costringerebbe comunque gli spioni ad un’archiviazione ed alla successiva analisi di tutto questo materiale, perché non possono sapere "a priori" se in questa casualità ci sia comunque un codice o una chiave o un appuntamento terroristico.
Non ho idea di quanti terabyte di comunicazioni girino in internet ogni anno, ma se ognuno di noi adottasse questa strategia, nel giro di un paio di anni i server destinati allo spionaggio esploderebbero!

C’è in giro qualche hacker di buona volontà?

Co-blogger 1

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