Divine (s)proporzioni
Riprendo l’argomento di ieri per una breve integrazione (la notte porta consiglio ... e suggerimenti!).
La situazione in cui si trova il vicepresidente del CNR è molto simile a quella in cui si troverebbe un responsabile di un’Associazione irriducibilmente contraria alle guerre (che so, per fare un nome “Emergency”), il quale venisse messo a capo di una ditta che costruisce o esporta armi da guerra e, in questa ambigua ma ben pagata posizione, continuasse a pontificare sulla pace mondiale, sui danni internazionali delle violenze internazionali ecc. ecc.
Per un individuo così viscido e amorale, in condizioni normali scatterebbe immediatamente l’ostracismo da parte dell’Associazione ed il licenziamento da parte della ditta, il tutto condito dal sarcasmo dei mezzi di stampa.
Ed invece, in questo caso niente si muove anzi, a giudicare dai commenti che arrivano sul sito personale del vicepresidente, sembra quasi che la colpa sia di chi critica un comportamento così limpido, coerente e lineare!
Tira un’aria che non mi piace!
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