Considerazione sulla considerazione

Seguendo a volte i telegiornali di varie emittenti, ho avuto sempre l’impressione che, in ambito di notizie della e sulla politica, qualcosa stonasse.
Mi sorprende infatti l’accanimento mediatico verso il politico che entra o esce dalle stanze del Palazzo, il nugolo di microfoni che assedia l’Onorevole di turno, le frasi smozzicate che gli si carpiscono, i bodyguard che osservano torvamente la folla.
Mi chiedo: cosa accadrebbe e cosa penserebbe di sé e del suo ruolo un uomo politico se non trovasse nessuno a pendere dalle sue labbra?
Se si trovasse ad entrare ed uscire dai luoghi del potere nell’indifferenza generale?
Se fosse lui a dover cercare i giornalisti per comunicare il suo pensiero ed avere un po’ di attenzione?

Immaginate la scena: l’Onorevole Xxx, dopo aver lungamente discusso e battagliato con i suoi colleghi per questioni nazionali,  si sente pronto a raccontare con veemenza al popolo i suoi per come e perché di certe scelte sue e/o del suo partito.
Esce in strada … e non trova nessuno con cui pontificare!
Sarebbe un bel colpo per la propria autoconsiderazione ed autostima (che spesso virano verso il narcisismo) e forse si porrebbe qualche dubbio sull’abissale distanza tra ciò che lui dovrebbe fare (ammesso che lo faccia) e ciò che lui vuole apparire.

Da sognatore, mi piacerebbe che, se fosse applicato a chi di dovere questo deserto mediatico, ci si rendesse finalmente conto che la politica ha ormai tracimato i limiti della propria dignità, trasformandosi in uno spettacolo teatrale in cui tutti sono loquaci comparse ma ambiscono all’attenzione della telecamera ed al ruolo di primo attore.

E nulla dico dei guitti da avanspettacolo …

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